Su di me

childlessness-&-infertility

Sono una psicoterapeuta e membro dell’Associazione norvegese dei terapeuti del trauma (Norsk Traumeterapeutforening). Mi sono formata in Identity-Oriented Psychotrauma Theory (IoPT, teoria dello psicotrauma orientata all’identità) presso l’Institutt for Traumearbeid (Istituto per l’elaborazione del trauma) di Oslo, in Norvegia. Scopri di più sul mio approccio.

Sono Cristina, ho più di quarant’anni e ho cominciato a interessarmi alla psicoterapia perché volevo aiutare me stessa e gli altri. Sono italiana, ma ho vissuto la maggior parte della mia vita all’estero, soprattutto nel Regno Unito. Ho anche abitato in Svizzera, in Germania e negli Stati Uniti. Vivo da 8 anni a Oslo, in Norvegia.

Sono una ricercatrice, docente e mentor all’Università di Oslo. Pensavo di avere una vita relativamente felice e realizzata fino a quando, anni fa, non mi fu stata diagnosticata una “infertilità inspiegata.” Nonostante io e mio marito intraprendemmo la riproduzione assistita (FIV), il nostro percorso medico si concluse senza un figlio. Non poter avere la famiglia che avevo desiderato fu per me l’inizio di una crisi esistenziale che mi fece dubitare di chi fossi, dello scopo della vita, del significato stesso di “felicità” e di “realizzazione.” Ho scritto su cosa significhi non avere figli non per scelta e di come questo influisca su ogni fibra del proprio essere in Childlessness in the Age of Communication: Deconstructing Silence (Essere senza figli nell’era della comunicazione: Destrutturare il silenzio) (Routledge, 2020).

Il lavoro su questo libro ebbe un vago effetto lenitivo sul mio dolore, ma sentivo ancora di custodire, nel mio profondo, una ferita non rimarginata. Questo “taglio” era inconfondibilmente presente nella mia vita quotidiana, pesante come un coperchio di piombo, ma allo stesso tempo invisibile, e in qualche modo irraggiungibile. Infatti avvertivo che, come un buco nero che ingoia tutto ciò che gli sta intorno, questa ferita aveva il potere di drenare di vita e di gioia ogni mio pensiero e ogni mio gesto. Volevo trovare un modo per dare un senso a tutto “questo.” È proprio quest’esperienza che suscitò un’iniziale curiosità per il “trauma” – la cui radice greca, non a caso, significa “ferita” – e che mi portò successivamente a educarmi come terapeuta della teoria dello psicotrauma orientato all’identità (IoPT). Sto lavorando ora a un nuovo libro sull’infertilità come trauma.

Come richiesto nel mio corso di studio, mi sono sottoposta io stessa alla psicoterapia come paziente. Questo processo mi ha aiutato a guarire, non solo dal trauma dell’infertilità, ma anche da altri traumi di cui fino ad allora non ero stata consapevole. Mi ha fatto capire la misura devastante in cui il trauma nascosto e legato ad esperienze del nostro passato limiti e distorca il nostro presente, prosciugandoci di energia e di vitalità. Ciò accade anche se pensiamo che non sia successo nulla di straordinariamente negativo nella nostra vita: questa è, in effetti, un’illusione che il nostro inconscio ha costruito per permetterci di sopravvivere.

Avendo sperimentato in prima persona i benefici della psicoterapia, voglio portarli ad altri. Lo scopo della mia vita è aiutare le persone a diventare ciò che veramente sono e a vivere la vita pienamente.

Sei pronta/o a iniziare il viaggio di ritorno alla versione originale di te?

Dicono di me

‘Sei stata la prima persona con cui abbia mai parlato della genitorialità mancata e che non mi ha giudicato o dato consigli, o raccontato la storia dell’amica di un’amica…capisci cosa intendo. Con cui ho potuto parlare di quello che stavo realmente attraversando e di come veramente mi sentivo… che mi ha incontrato esattamente dov’ero’   (Marianne, Kristiansand, Norvegia).

 

‘Nella terapia con te ho potuto davvero essere me stessa. Ho avuto la possibilità di entrare dentro di me e, in questo spazio, di sentire le mie emozioni. Questo ha smosso qualcosa in me’   (Inger, Trondheim, Norvegia).

 

‘Mi sono resa conto che non rimarrò per sempre in un luogo di dolore e sofferenza… Sento che c’è movimento’   (Nora, Oslo, Norvegia).